Lavorare nel Reporting e Controllo di Gestione: tutto ciò che devi sapere

Lavorare nel Reporting e Controllo di Gestione: tutto ciò che devi sapere

In questo articolo analizzeremo la figura dell’addetto al Reporting e Controllo di Gestione: chi è, quali attività è chiamato a svolgere sul lavoro, quanto guadagna in media e quale percorso è preferibile che tu segua per intraprendere questa professione.

Per presentarti il Controller, così come viene comunemente definito, è bene partire con una breve premessa.

Lo scenario economico che stiamo vivendo, sempre più complesso e articolato, rende più difficile coordinare le varie aree aziendali complicando il raggiungimento degli obiettivi.

Diventa quindi necessario fornire informazioni a coloro che, in azienda, devono assicurare i risultati richiesti dagli investitori e dal mercato.

Per affrontare la situazione, diventano strategiche le funzioni di pianificazione, controllo e reporting come strumenti di analisi dei fattori critici di successo e determinazione degli indicatori chiave (i Key Performance Indicator). La funzione si compone di tecniche e strumenti di controllo e di gestione che variano da un’azienda all’altra.

Il reporting, all’interno del sistema amministrativo contabile, si inserisce nell’area della rappresentazione e comunicazione periodica dei risultati.Tali risultati vengono comunicati attraverso prospetti riepilogativi e sintetici detti report, un insieme strutturato di rendiconti periodici di controllo, il cui obiettivo è informare sull’andamento aziendale.

I report, oltre ad avere una funzione informativa dell’andamento della gestione e del suo allineamento a piani aziendali, possono essere di tipo valutativo. Sono i dati stessi contenuti all’interno della rendicontazione periodica che permettono di valutare le performance dei manager e le loro capacità.

L’aspetto critico nell’implementazione di un sistema di reporting è la scelta del tipo e del numero di informazioni da produrre. Un numero eccessivo di informazioni, spesso è sinonimo di dispersione e inefficacia. È preferibile concentrarsi solo sui dati più significativi che rappresentano gli aspetti critici di successo nel mercato in cui si opera.

Queste sono le domande alle quali risponderemo in questo articolo

Chi è il controller o responsabile del controllo di gestione?

A questo punto possiamo presentare la figura responsabile di tutto quanto detto finora: Il responsabile del controllo di gestione (o controller) è colui che, in tutti i tipi di imprese, interpreta e valuta l’attività aziendale.

Si occupa soprattutto di:

  • analizzare la contabilità analitica;
  • stendere il rapporto di gestione;
  • analizzare documenti e relazioni;
  • analizzare e controllare l’andamento economico finanziario.

Il Controller interviene a supporto delle diverse funzioni aziendali, al fine di consentire un reale controllo dell’attività. Si può parlare di Controller commerciale, con compiti specifici nella politica commerciale dell’azienda, e di Controller industriale, che supervisiona i processi produttivi aziendali.

In sintesi, l’addetto al Controllo di Gestione è responsabile di tutte quelle attività specifiche che permettono di mantenere costante il monitoraggio della “performance”, il risultato tangibile degli obiettivi raggiunti dall’azienda.

Grazie all’attività del Controller, il management dispone di tutti gli elementi necessari per prendere decisioni su eventuali strategie correttive.

Per poter operare, il controller deve comunque avere continui contatti con tutti i comparti dell’organizzazione:

  • l’area commerciale, relativamente alla verifica dell’andamento delle vendite e all’analisi delle differenze tra dati effettivi e previsioni;
  • l’area della produzione, per la valutare periodicamente costi e tempi di lavorazione rispetto agli standard prefissati;
  • l’area degli acquisti, per verificare le quotazioni di mercato dei beni e servizi comprati dall’impresa;
  • l’area del personale, per quel che riguarda i costi totali relativi ai dipendenti e ai collaboratori;
  • l’area della qualità, per rilevare i parametri ottimali di produzione e la partecipazione alla definizione degli obiettivi della qualità stessa.

È da queste aree che riceve ogni informazione necessaria a misurare e confrontare i costi ripartiti per sezioni.In particolare, opera per:

  • 1Ottimizzare le risorse minimizzando il rischio di scostamento tra costi e ricavi di ogni settore dell’impresa. Deve evitare che una qualunque operazione costi più del reddito che produce, ed elaborare vari sistemi per migliorare la redditività delle singole attività. Per ottenere questo scopo deve raccogliere, in una prima fase, i dati numerici relativi ai costi e ai ricavi delle diverse aree aziendali.
  • 2Elaborare i dati raccolti e produrre le relazioni informative specifiche per ciascuna attività, costantemente aggiornate, inviandole alle diverse aree aziendali e collaborando con i loro responsabili alla definizione delle decisioni da prendere.
  • 3Valutare l’andamento complessivo della gestione aziendale e, vero obiettivo dell’attività, proporre i necessari correttivi in caso di eventuali disequilibri.
  • 4Contribuire a definire le risorse economiche a disposizione di ciascuna area aziendale, le voci di costo, le responsabilità di riferimento, le relative procedure gestionali ed operative.
  • 5Analizzare i dati a fine periodo (gli intervalli di tempo sono determinati in base alla tipologia di attività), effettuare le verifiche di merito con gli uffici interessati per vedere se hanno raggiunto gli obiettivi fissati, evidenziare le differenze rispetto alle previsioni, individua le cause di tali scostamenti e propone gli eventuali correttivi.

Quali competenze devi avere per diventare Responsabile del Controllo di Gestione?

Il Controller è un tecnico di alto livello che deve conoscere:

  • Natura, funzione e sistema delle imprese.
  • Strutture e processi lavorativi, relativi all’organizzazione aziendale.
  • Metodi per effettuare le rilevazioni contabili, nonché per stendere ed analizzare il bilancio.
  • Tecniche per la rilevazione del fabbisogno finanziario.
  • Applicazioni statistiche e teorie della probabilità.
  • Tecniche di previsione, di controllo e di reporting.

Il Controller deve essere in grado sia di impostare il piano dei conti e le procedure amministrative, in coerenza con le norme civilistiche e fiscali, sia di redigere un bilancio e di gestire il software che permette l’informatizzazione delle procedure contabili e dei modelli di controllo gestionale.

Per svolgere questi compiti sono sempre più richiesti sia la conoscenza dei sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) e SAP (System Application and Products), sia la capacità d’uso di sistemi di controllo di gruppo. Oltre alle numerose competenze tecniche, se miri ad una posizione come Controller, ti saranno di grande supporto le capacità di relazioni interpersonali, l’attitudine al lavoro di gruppo e una buona capacità di gestione del tempo e dello stress.

Quale percorso di studi è preferibile seguire?

Per aspirare alla posizione di Responsabile del Controllo di Gestione, è preferibile che tu sia laureato in discipline economiche (economia aziendale, economia e commercio, scienze bancarie) o in ingegneria gestionale.

Tuttavia, anche un buon curriculum di studi non ti darà la certezza di ricoprire un ruolo di tale responsabilità: le imprese considerano fondamentale la frequenza di un master post laurea specifico o una precedente e consolidata esperienza lavorativa, accompagnata da un continuo aggiornamento professionale sui nuovi sistemi informatici per il controllo di gestione.

L’aggiornamento per il Controller è fondamentale, se consideriamo la continua evoluzione delle norme nazionali e comunitarie: per fare degli esempi, ci sono cambiamenti costanti che riguardano le direttive sulla composizione dei bilanci di esercizio a livello europeo e le disposizioni relative al costo del lavoro, agli adempimenti fiscali, e in generale di tutto quanto viene conteggiato tra i costi dell’impresa.

Quali sono gli sviluppi di carriera e con chi collabora il Responsabile di Controllo di Gestione?

Nelle aziende medio-piccole il Controller dipende dal Direttore Amministrativo ed è responsabile solo della contabilità industriale. Nelle aziende grandi, la collocazione tipica del Controller è nello staff della Direzione Generale con funzioni di grande responsabilità. La posizione di Controller è quella più elevata all’interno del servizio di Controllo di Gestione, per cui vi si può accedere anche da altre posizioni del settore amministrativo e finanziario, come l’Internal auditor o il Responsabile della contabilità, avendo maturato una certa esperienza.Se il controller ha un gruppo di collaboratori da gestire, può arrivare alla Direzione Amministrazione e Controllo. Un miglioramento ulteriore può essere ottenuto diventando Esperto di progettazione di sistemi informativi, statistici e probabilistici. Nuove opportunità potrebbero essere anche fornite dallo svolgimento di un’attività autonoma, come Consulente per le imprese o nell’ambito delle società di auditing.Il Controller ha come interlocutori i Responsabili dei Servizi Contabili aziendali e può essere collocato all’interno del settore degli Specialisti delle scienze gestionali commerciali e bancarie o degli Specialisti in scienze economiche.

Lo stipendio: quanto guadagna in media il Responsabile di Controllo di Gestione?

L’orario di lavoro è flessibile e le oscillazioni della retribuzione di questa figura possono essere molto ampie. Esse dipendono infatti dalla dimensione aziendale e dai fatturati raggiunti dalle imprese.

Indicativamente, queste oscillazioni possono variare dai 25.000 ai 45.000 euro lordi annui, fino anche a toccare punte di 60.000 euro lordi annui. A questi importi vanno aggiunti i benefici, di cui solitamente usufruisce un dirigente (polizze assicurative, prestiti a tasso agevolato, uso di auto aziendale ecc.). Infatti, il controller è frequentemente inquadrato come Dirigente.

Il lavoro: quali sono le tendenze occupazionali per questa professione?

La richiesta di Controller da parte delle aziende è crescente, soprattutto perché di difficile reperibilità, a causa delle sue elevate competenze tecniche.

Pochi, infatti, riescono ad avere una poliedricità che invece è indispensabile per il controller: conoscere i software gestionali e i sistemi ERP, significa in sostanza abbracciare – e quindi conoscere – tutte le funzioni aziendali.

Conclusioni

Insomma, quella dell’addetto al Reporting e Controllo di Gestione è una professione che richiede dinamicità, capacità di analisi, di calcolo, di sintesi, relazionali e chi più ne ha, più ne metta.

Il successo che puoi ottenere lavorando in questo settore non può certo prescindere dalla formazione che hai ottenuto.

AFORISMA – School of management, nel Master in Administration, Finance & Control trasmette tutte queste competenze in maniera ineccepibile per poter avviare fin dal principio una carriera di successo ed entrare sul mercato del lavoro non come novizio, ma dalla porta principale.

Questo avviene sia grazie al corpo docente qualificato (la faculty, infatti, è uno degli elementi che ci ha permesso di ottenere la prestigiosa certificazione ASFOR per questo Master) sia grazie ad un elemento distintivo del Master: il percorso di Bilanciamento delle Competenze e Career Counseling.