Fare un master aiuta davvero a guadagnare di più?

Una volta bastava conseguire la laurea per trovare lavoro. Trent’anni fa un architetto o un ingegnere fresco del titolo apriva uno studio nel proprio paese d’origine (poiché molto spesso aveva studiato fuori) e il lavoro suonava il campanello. Lo stesso valeva per i laureati in economia e commercio, che potevano aprire uno studio (o lavorare in banca) e per quelli che uscivano da giurisprudenza.

Ahimè i tempi sono cambiati e ad oggi avere quel famoso “pezzo di carta” non è più garanzia sufficiente a entrare nel mondo del lavoro. Oggi la formazione accademica non basta più.

Per chi aspira a qualcosa che dia il giusto merito all’impegno profuso durante gli anni universitari e che, soprattutto, sia più aderente alle aspirazioni che si avevano da matricole si rende necessario frequentare un master.

Scegliere un master post laurea non è cosa semplice e soprattutto una domanda assilla la mente di coloro che si apprestano a scegliere: “ma mi farà davvero guadagnare di più?”. Perché diciamolo, la misura della soddisfazione di aver preso una laurea è fondamentalmente nel conto in banca quando arriva il primo stipendio.

Vediamo un po’ di dati a riguardo.

Secondo l’ultimo Rapporto sul profilo dei laureati 2018 di AlmaLaurea, analizzato dal Sole 24 Ore, a un anno dal conseguimento del master lavora l’86% dei ragazzi e delle ragazze intervistate (oltre 10 mila persone) rispetto a una media del 73% per quanto riguarda i laureati magistrali. Lo stipendio netto mensile di chi ha seguito un master può raggiungere i 1.588 euro di media, che salgono a 1.817 euro netti per chi ha seguito un master di II livello, rispetto ai 1.153 euro dei laureati magistrali. In media, un iscritto al master su cinque trova lavoro nella stessa azienda in cui ha svolto lo stage formativo.

Altro dato inequivocabile è che con il master si guadagna in media di più. La retribuzione mensile netta è pari a 1.588 euro a un anno dalla fine del master, bel il 37% in più rispetto a quanto percepito dai laureati magistrali biennali del 2016 (che dichiarano 1.153 euro).

Quanto sopra, “i conti della serva”, basterebbe a propendere per l’iscrizione a un master. Ma attenzione; ci sono master e master. Nella ricerca che si effettuerà bisognerà tener conto di diversi fattori tutti parimenti importanti per proteggere l’investimento che si andrà ad affrontare, ottenendo un prodotto di qualità che darà seriamente una marcia in più alla propria carriera.

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